La fase 2 dell’autodistruzione è iniziata ieri mattina alle 6, con la sveglia che suona, io che mi infilo nei jeans e metto il muso della macchina rivolto a nord: destinazione Rimini-Montescudo.
Faccio tutto con calma e in anticipo perché sono da sola: Fabio è ancora infortunato e Giovanni ha deciso di riposarsi un po’.
Arrivo, mi iscrivo e mi organizzo. Incontro quasi subito il Mitico e Ciro, ci facciamo un paio di foto e due chiacchiere.
Non siamo in tanti, il tempo è un po’ incerto e tira un bel vento, ma mi sembra che non faccia troppo freddo: niente guanti, ma il cappello lo prendo nel caso che piova.
Ci raggruppiamo e nel mucchio incontro il mio solito amico del Collemarathon, compagno occasionale di tante gare, partiamo insieme e insieme arriveremo.
Ma quanta fatica…..
I primi 10 km vanno via anche abbastanza bene in 51’, ma lo so che la crisi è in agguato, mi aspetta dietro l’angolo.
Km 12: le gambe sono morte, vuote….e ancora il meglio deve iniziare, fino a qui il percorso è stato molto godibile, a parte il vento forte e contrario.
Dal 13° km inizia la salita: non è una pendenza impossibile, è solo molto lunga, non ci sono punti in cui riprendere fiato, bisogna solo mettere un passo avanti all’altro a testa bassa, senza stare a pensarci troppo, sennò è peggio.
Ma le gambe stanno sempre peggio e pesano ad ogni passo, inizio a pensare che fare una mezzamaratona dopo un cross non sia stata una grande idea.
Mi sorpassano almeno quattro donne e questo un po’ mi urta, perché di solito sono io quella che sorpassa in salita.
Finalmente arrivano gli ultimi due km: i peggiori, i più ripidi, in verticale, non finiscono più.
Il mio compagno di corsa mi dice che è quasi fatta, basta entrare in paese e salire gli ultimi 100 metri…
Finiscono sotto le scarpe anche questi ultimi 100 metri, finisco questa Rimini-Montescudo in 2h16’, infilo al collo la medaglia, mi cambio, ritiro un immeritato premio di categoria e salgo sull’autobus che mi deve riportare a Rimini: ho bisogno di una doccia calda, di mangiare e di dormire e prima di fare tutto questo mi mancano ancora 100 km di autostrada.
Autodistruzione completata con successo....ma l'anno prossimo ci riprovo!
mercoledì 9 dicembre 2009
Autodistrutta
Pubblicato da Cristina a 15:16
domenica 6 dicembre 2009
Autodistruzione: fase 1
Pubblicato da Cristina a 21:45
La fase 1 è stata completata, il cross della selva di Gallignano è andato.
Tre giri identici di fango ed erba umida, in mezzo all’orto botanico, per un totale di 7 km abbondanti.
Il primo giro va via abbastanza bene, nonostante non abbia le scarpe adatte, non si scivola troppo (molto meno dell’anno scorso), c’è il sole, ma ha piovuto per un paio di giorni e la terra è piena d’acqua.
Parto dal fondo per non intralciare gli scarpini chiodati che scalpitano, corro sull’erba o sulle foglie, dove si scivola meno, le curve le prendo larghe e guardo bene dove metto i piedi.
Secondo giro: le scarpe iniziano a pattinare, ma si sta ancora in piedi.
Ieri sera, mentre preparavo la borsa, avevo deciso di correre con un paio di scarpe vecchie, un paio che si sono fatte i loro chilometri e che stavano nel dimenticatoio in attesa che trovi il coraggio di buttarle (sono un tipo che si affeziona facilmente).
Terzo giro: sembra che non finisca mai, il fondo è stato impastato e strapazzato per bene dalle scarpe chiodate che mi hanno preceduto, è stato arato per bene, sono molto stanca e, per quanto mi concentri sul fatto che manca poco alla fine, cercando di dare un’accelerata, non ci riesco.
Imbocco l’ultima viscida discesa e arrivo con sollievo.
Ora mi riposo e preparo la borsa per la fase 2: Rimini-Montescudo.
giovedì 3 dicembre 2009
...e allora buttiamoci
Pubblicato da Cristina a 21:31
...ci provo: domenica cross e martedi Rimini-Montescudo, seguirà un dettagliatissimo post in cui elencherò gli acciacchi e proclamerò la mia infinita stanchezza.
Ieri trail urbano e oggi riposo, perchè correre, scarpinando su tutte le scalinate che ci sono in centro ad Ancona, è veramente veramente faticoso...ma servirà a qualcosa?
martedì 1 dicembre 2009
Indecisioni podistiche per il fine settimana, urge consiglio.
Pubblicato da Cristina a 23:00
domenica 29 novembre 2009
Oggi
Pubblicato da Cristina a 23:09

E’ mattina.
Arance e caffè per colazione.
Pantaloni al ginocchio e maniche lunghe.
La ciotola delle micie va riempita prima che scoppi una rivolta felina.
Sono in ritardo scandaloso.
Scusa scusa scusa…..ma è domenica non ci devono essere orari.
Respira, guarda il cielo ed il mare, guarda Monte Conero…spesso andiamo a correre lontano, ma non oggi.
Guarda quante pantegane spalmate sull’asfalto.
E’ tutta salita…..
Dai che il ritorno è più facile.
Difficile da credere ma le ginocchia sudano…
1h20’…niente di più.
....e domani piova pure!
mercoledì 25 novembre 2009
domenica 15 novembre 2009
Di ritorno dall'Abruzzo
Pubblicato da Cristina a 22:12
Per allenamento non intendo niente di programmato e scientifico, ma il semplice correre di frequente.
Se invece si corre una volta a settimana e se si decide di fare comunque delle gare di domenica, considerandole semplicemente un modo divertente per correre in compagnia, allora può capitare che una volta ti fai 16 km in 1h21 e un’altra volta ne fai 15 (con molto meno dislivello) in 1h25.
Oggi è andata proprio così: una gran fatica! Da non trascinarsi, nemmeno in discesa.
La gara a Controguerra è da fare: più di 1100 competitivi e tra questi gente tipo Calcaterra, Caimmi e compagnia bella, bellissimo il percorso ed il panorama con le colline, il mare e le montagne innevate, un ristoro finale che sembrava un pranzo di matrimonio…
In mezzo a tutto questo Giovanni ed io corriamo a gomito a gomito piano piano, beviamo e camminiamo ad ogni ristoro.
Già prima di partire Giovanni ha una faccia che è tutta un programma: nausea, quindi sarà una lunga corsa verso l’arrivo.
Al secondo chilometro inizia una breve salita e, dalle retrovie, vediamo il fiume di gente che corre davanti e non ho la minima idea di quanti siano dietro.
La prima metà del percorso è più veloce della seconda, ma già qui il freno a mano è tirato e non se ne parla di andare più forte, quindi caro Giovanni mettiamoci il cuore in pace: oggi va così!
Lui conta i km che mancano, io cerco di non starlo a sentire perché è una cosa che non sopporto.
Ultima salita e arriva anche il traguardo, doccia, premiazioni e applausi, ce la prendiamo con tutta la calma del mondo e sempre piano, così come abbiamo corso, ce ne torniamo a casa.







