giovedì 5 novembre 2009

Scure nubi filosofiche


Periodo strano: un giorno le cose vanno bene e un giorno male.
Una domenica ti senti al top, poi arrivano due giorni di pioggia infinita e al terzo, quando esci e pensi che tutto dovrebbe essere facile e leggero, ti ritrovi a ciabattare con un paio di scarpe che non ti ricordavi così pesanti.
10 km da finire per forza perché a casa ci devi tornare.

Prendiamo le cose come vengono? Con leggerezza?

Ma poi in quella famosa “insostenibile leggerezza dell’essere” non c’è niente di leggero: convinti che ciò che capita una volta sola non ha importanza, perché è solo un episodio, quando pensiamo che noi stessi siamo “episodi” , ci cade addosso un macigno: inutile prepararci, perchè le cose, in modo casuale, si combinano per accadere, ma solo allora sono straordinarie proprio perché irripetibili.

“L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato.” M.K. (1984)

"Per esempio è un periodo che il pane mi si lievita benissimo....boh!"
C.B. (2009)

lunedì 2 novembre 2009

34° Giro dei gessi

Domenica si poteva andare a Smirra a correre quei soliti 10 km e mangiare la polenta al tartufo e vinbrulè, ma, i nostri motti sono “Non progammare” ed “Essere pronti al tutto e al niente” , quindi alle ore 20 di sabato sera, mentre pasteggio con una birra “rossa ma tendenzialmente amarognola fatta anche con farina di castagne”, parte un messaggio con destinazione Giovanni.

Questo il testo: “Sono a cena con due balordi, domani vado a correre a Cesena”
Risposta: “A che ora ci si vede?”
Il laconico appuntamento: “7”

Andiamo al 34° Giro dei gessi a Cesena: 15, 7 km, partenza dall’ippodromo di Cesena, terza trasferta fuori dalla regione per il 2009.

Appena arrivati, dopo 150 km di autostrada e di nausea per Giovanni, butto l’occhio in giro perché so che c’è anche il Mitico, lo scorgo, ci salutiamo e conosco anche Mercurio.
Tra l’iscriversi, cambiarsi e fare la coda al bagno, arriva l’ora di partire e ci facciamo spuntare.
Poco dopo si parte, ma le prime sensazioni, per me, non sono buone e sento le gambe molto rigide, ho freddo ai piedi e faccio fatica a stare dietro a Giovanni, anche se i ritmi sono ancora lenti.
Poco dopo, per fortuna arriva la prima salita, tutti vanno pianissimo, metto le ridotte e scalo i tornanti, le gambe si scaldano un po’ alla volta.
Ora bisogna vedere come mi sento appena la strada spiana un po’…..mmmhmm: si muovono meglio di quando sono partite.
Si sale e si scende, alla fine le salite impegnative sono due, ma non troppo lunghe, sono gestibili e mi servono anche per fare qualche sorpasso.

Alla fine dell’ultima salita inizia una lunga discesa, dove, a differenza del solito, le gambe vanno giù abbastanza sciolte, sbuchiamo in centro, le gambe ancora vanno e quindi vado anche io.
Ultimi tre chilometri vicino al fiume: punto due tipe poco davanti e riesco a passargli davanti , una curva a sinistra e si sente un forte odore di stalla….mi sa che manca poco all’ippodromo e all’arrivo.
Infatti eccolo: 1h21’37’’ e sono contenta.
Uscendo dall’ippodromo, con la marmellata in braccio, ci scappano quattro chiacchiere più rilassate con il Mitico e Mercurio, più una doverosa foto.

Consiglio per i podisti maschietti: se dovete attaccare bottone con la donzella al vostro fianco…non fatelo in salita, perché con il fiatone non si capisce quello che dite!

giovedì 29 ottobre 2009

Siamo una squadra di triathlon.

Ho avuto un’illuminazione stamattina!

Seguite il sottile ragionamento:
se Giovanni ha ricominciato ad andare in piscina e nuota…
se Fabio, per ora, non corre ma va in bici…
se io (Cristina) corro, non perché sia un fenomeno in questo, ma perché, delle tre possibilità, è quella in cui mi sento meno a disagio…
L’ovvia conclusione è che siamo una squadra di triathlon.
A questo aggiungo che esistono le gare a staffetta.

Però so che Giovanni non ha la muta, ma potrebbe farsela regalare, magari a Natale.
Fabio invece di bici ne ha da vendere, quindi lui è a posto.
Io ho addirittura la fascia elastica per attaccare l’eventuale pettorale in vita; non mi manca niente, a parte che corro senza metodo e senza alcuna programmazione, ma questa non è una novità.

Ora spero che arrivino presto le 18:30, per andare a fare la mia parte.

Mi sembra tutto chiaro, non fa una piega!

domenica 25 ottobre 2009

Cronaca di una fatica infinita

Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato nel mio rapporto con la mezzamaratona di Falconara.
Oggi ha di nuovo vinto lei, mi ha messo al tappeto in 1h58’13’’, m’ha rifilato dieci minuti più dell’anno scorso, m’ha cacciato nelle retrovie, m’ha assetato, m’ha fatto sentire pesante, lenta e stanca….

La settimana dopo Serra De’ Conti è andata via veloce, con solo un paio di corse dopo il lavoro, ma così riesco addirittura a contenere un inizio di raffreddore, anche se mi resta in gola una tosse un po’ noiosa, passo un sabato sera assolutamente morigerato e immacolato, con il cambio dell’ora dormo anche un’ora di più…e allora perché oggi non riuscivo a correre?
Alla partenza c’è il sole e la temperatura è ottima, tanta gente intorno con cui correre, ma io sento solo il mio respiro affannoso, che non riesco a domare.

Al 5° km passo in 25’ e spiccioli, va bene, ma la fatica che faccio non è proporzionata alla velocità, al ristoro un doveroso saluto ai fans, ma ho una sete incredibile, starei lì a scolarmi tutte le bottiglie e inizio a pensare che sarà una lunga corsa.

Al 10° km ho un brutto pensiero: non ho voglia di fare il secondo giro, sono stanca e Giovanni capisce che è in arrivo una tempesta e che è meglio lasciarmi a macerare nel mio pantano, così alza i tacchi e se ne va prima di restare coinvolto.

Km 14: finalmente respiro normalmente, ma è solo perché ho rallentato tanto, mi sento addosso una gran fatica, cerco di pensare che ogni passo che faccio mi avvicino alla fine, ma questo non mi consola.

Km 19: è quasi finita, coraggio…

Km 21,097: era ora che finisse!

Ma Falconara stai attenta che ci vediamo l’anno prossimo e vediamo chi la spunta!!

martedì 20 ottobre 2009

27° marcialonga d'autunno

Ottobre 2009: Pantharun compie tre anni, siamo grandi ormai!

Anche quest’anno è arrivata l’ora di tornare alla mezza maratona di Falconara, ma con un percorso nuovo: una fonte autorevole che lascerò anonima (dico solo che era alla gara di Serra De’ Conti) mi parlava di due giri nella zona dell’aereoporto.

Ci vediamo tutti a Castelferretti domenica mattina e vediamo come va quest’anno…

"Nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo… siamo e non siamo"

domenica 18 ottobre 2009

Ci sono luoghi dove piove sempre...

video

E’ incredibile ma pioveva anche oggi a Serra De’ Conti e mi chiedo come sia possibile che, in tre anni che ci vado, il meteo su quel cucuzzolo sia stato sempre così beffardamente costante.
Ma da tre anni, ogni volta mi diverto e mi prendo qualche piccola soddisfazione.
Nella speciale e non ufficiale, quanto irrilevante, classifica dell’equipaggio della macchina che stamattina, da Ancona, è partita per la 21 km di Serra De’ Conti , mi piazzo al primo posto lasciandomi alle spalle Giovanni ed il pericolosissimo “atleta dell’anno 2008 del Cral Angelini” (di cui abbiamo una foto mentre, in posa plastica, fa la doccia dopo la gara).

La verità è che in queste situazioni un po’ difficili, dove magari piove, dove niente è piatto, dove non ci sono chip e le misure si prendono a spanna, dove sembra che ci sia tutto da perdere, io ci sguazzo dentro come una papera nello stagno.
Me la sono goduta: le salite e i panorami che abbracciano le colline ricoperte da vigne e campi arati, i castelli con i campanili e le torri raccolti dentro le loro mura, il vento che strapazza le chiome degli alberi, la gente simpatica e dalla battuta facile.

Per 15 km ho corso in compagnia di Stefano (atletica Falconara), poi lui se n’è andato in progressione, io ho preso fiato prima dell’ultima salita, quella che ti porta all’arrivo, al ristoro, al caldo e al riparo sotto i portici, ma soprattutto alle premiazioni: quinta di categoria dopo 1h 52’30’’ di fatica!

venerdì 16 ottobre 2009

Corriamo a Serra De’ Conti

Orbene, domenica si da il caso che ci sia una mezza maratona più o meno a portata di mano e che, come al solito, mi sia scelleratamente iscritta.
Poi ho arruolato anche Giovanni.

Così domenica ci vediamo a Serra De’ Conti per questi 21 km che dovrebbero essere tutto tranne che piatti, a meno che non abbiano stravolto il percorso rispetto agli anni precedenti o che le colline intorno siano state livellate.
Per di più le corse in settimana sono state brevi e veloci: su e giù dai marciapiedi.



…quindi avanti all’arrembaggio e allo sbaraglio!!!